La normalità del male di Primo Levi

Per celebrare la “Giornata della memoria” l’incontro con Simone Ghelli

Nell’ambito delle attività relative alla celebrazione della “Giornata della Memoria” del 27 gennaio, alcune classi  del nostro Istituto hanno incontrato Simone Ghelli, dottorando in Filosofia  presso l’Università di Pavia.

L’intervento del giovane ricercatore intitolato Dalla zona grigia alle tiepide case. La normalità del male di Primo Levi, è stato volto a sottolineare l’importanza di Primo Levi non soltanto come testimone e scrittore, ma anche come pensatore, in particolare per la precocità e per la razionalità della sua indagine sulla deportazione.

La memoria della shoah, nel lungo periodo ha prodotto “effetti indesiderati”: la sua assolutizzazione ed estetizzazione hanno quasi oscurato i connotati prettamente storici del fenomeno e ci hanno indotti a disidentificarci da un male considerato assoluto, irrazionale, anormale: Ghelli, avvalendosi della lettura di passi tratti da Se questo è un uomo e I sommersi e i salvati, ha ricordato ai ragazzi che Levi ha, invece, scelto di parlare della normalità di quel male.

Attraverso il racconto di episodi significativi e il ritratto di alcuni personaggi delle opere di Levi,  lo studioso ha, quindi, fornito ai giovani che lo ascoltavano una chiave interpretativa della storia della shoah, della storia in generale e, soprattutto, degli uomini che la  fanno, la subiscono o ne abitano la “zona grigia”.

La classe V F Liceo delle Scienze applicate

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