Fondazione Pistoletto

La casa del Terzo Paradiso.

Biella è conosciuta come una città abbastanza vuota e noiosa, non si hanno attrazioni artistiche, o di altro tipo, di spicco, quindi, si può pensare che non abbia particolari motivi per essere visitata; ma in pochi sanno che nasconde una vera e propria gemma. Infatti, è la casa di Michelangelo Pistoletto, artista di fama mondiale e uno dei maggiori esponenti di Arte Povera in Italia.
Le sue opere, infatti, sono famose in tutto il mondo e portano messaggi importanti su ambiti diversi, da quello psicologico a quello sociale, e proprio nella città di Biella ritroviamo la fondazione da lui creata e che porta il suo nome; un’organizzazione no profit che racconta la storia di Pistoletto e delle sue produzioni. Inoltre, la fondazione propone l’idea del Terzo Paradiso, di cui parleremo più avanti nell’articolo.

L’associazione è stata fondata nel 1998 ed è aperta a tutti i visitatori, con il solo costo dell’entrata, che comprende anche una visita guidata; si presenta su piani diversi, chiamati “uffizi”, più un altro complesso a cinque minuti di camminata.
Nei primi tre piani, c’è una vera e propria mostra delle opere di Pistoletto: qui ci vengono presentate visioni diverse, a tratti introspettive, che rendono, in alcune stanze, il visitatore partecipe delle opere. Due esempi sono i famosi Quadri specchianti e l’opera intitolata “Autoritratto di stelle”. In altri lavori, invece, è più forte la denuncia sociale ed ecologica, come la “Venere degli stracci”.
Infine, scendiamo all’ultimo piano, dove si trova la storia del Terzo Paradiso, ma soprattutto le aule dedicate ai giovani artisti ancora in erba; infatti, la fondazione offre, per chi fa domanda dopo il diploma, anche una vera e propria istruzione multietnica. Infatti, tra gli iscritti troviamo ragazzi sia italiani sia stranieri. Ciò esprime appieno l’idea di arte di Pistoletto, unisce le varie culture del mondo e denuncia tutto ciò che pone barriere sociali.

Abbiamo parlato di un altro complesso oltre la sede principale: ecco, quella è la casa del Terzo Paradiso. L’idea, nata nel 2003, rappresenta il perfetto equilibrio tra il mondo naturale e quello artificiale delle nuove tecnologie: equilibrio di cui noi esseri umani dobbiamo prenderci cura, come un giardino. Il simbolo ridisegna il segno matematico dell’infinito ed è composto da tre cerchi consecutivi. I due cerchi esterni, più piccoli, rappresentano tutte le diversità, tra cui natura e artificio; quello centrale è l’intersezione fra i cerchi opposti e rappresenta il luogo di nascita di una nuova umanità. Questo simbolo si può vedere anche in modo più fisico: un cerchio rappresenta lo spazio-tempo e l’altro la massa e l’energia, che, unendosi fra loro, danno vita all’universo.

Ad oggi, il Terzo Paradiso è conosciuto in tutta Italia e anche in altre parti del mondo, ed un simbolo di collaborazione tra le diverse sedi dell’Arte Povera in oltre 150 Paesi.