Anche gli studenti studiano…

Lo studio è diviso in tre momenti…

Tutti abbiamo passato ore sui libri senza che nulla sembri rimanere in testa. Spesso, però, il problema non è la nostra memoria, ma il modo in cui studiamo.

Esistono, infatti, diverse tecniche che possono aiutarci a rendere il pomeriggio di studio meno pesante e i risultati migliori.

Prima, però, partiamo con alcuni punti fermi, validi per tutti e in ogni caso. Lo studio è diviso in tre momenti:

  • la spiegazione in classe e\o la lettura personale;
  • la fase di memorizzazione;
  • la produzione o esposizione.

Questi passaggi sono comuni a tutti e a tutte le materie.

Oggi abbiamo intenzione di concentrarci sul secondo momento, la cosiddetta memorizzazione, cioè la fase più faticosa. Ecco alcuni metodi famosi che potrebbero aiutarti a ricordare:

Metodo del pomodoro1:

Per chi fa fatica a rimanere concentrato per ore, questo metodo è la soluzione ideale. È tra i più popolari tra gli studenti proprio per la sua semplicità: si studia per venticinque minuti e poi ci si concede una pausa di cinque, quindi si ripete il ciclo. Dividere lo studio in piccoli blocchi aiuta il cervello a non stancarsi subito e rende più facile iniziare, poiché la pausa è vicina.

Leggi e ripeti:

È il metodo che conosciamo tutti dai tempi delle medie: consiste nel leggere un paragrafo, o le parti sottolineate del testo, e provare a ripetere ad alta voce, rielaborando i contenuti. È molto utile per prepararsi discorsi e interrogazioni e per capire se siamo in grado di dare una forma logica a quello che abbiamo appena studiato.

Riassumi e concettualizza:

Per chi preferisce scrivere e schematizzare ci sono due validissime opzioni:

  • i riassunti servono a riscrivere argomenti lunghi in versioni più brevi. È fondamentale usare un linguaggio corretto e specifico ma più semplice e vicino al nostro, così da rendere i concetti più facili da ricordare quando andremo a rileggerli.
  • le mappe concettuali si creano partendo dai punti più importanti di un argomento quindi si collegano tra loro con delle frecce e brevi spiegazioni. Sono perfette per chi ha bisogno di “vedere” i collegamenti tra le diverse informazioni.

1 Il nome deriva dall’inventore – Francesco Cirillo – il quale usava un timer da cucina a forma di pomodoro per segmentare le sue sessioni di studio e riposo.

Il palazzo della memoria:

Invece, per coloro che amano i collegamenti, la “tecnica dei loci” farà al caso loro. Questa strategia funziona usando l’immaginazione: si deve pensare a un luogo che si conosce bene, come la propria casa. Mentre si studia, si deve immaginare di “entrare” in questo spazio e di posare le informazioni in posti ben precisi (ad esempio, potresti immaginare di scrivere un concetto su un foglio e metterlo in un cassetto della tua scrivania). Quando dovrai ricordare quelle informazioni durante la verifica, ti basterà compiere un “viaggio mentale” nella tua casa e andare a riprendere quello che avevi

conservato. È un ottimo modo per allenare “l’active recall” delle informazioni. Tale metodo è molto antico. Si dice che già il grande avvocato Cicerone, vissuto nel I secolo avanti Cristo, usasse tale stratagemma per ricordare le sue orazioni pubbliche.

Infine, è necessario ricordare che non esiste un metodo che vada bene per tutti o per tutte le materie, infatti le nostre menti non lavorano alla stessa maniera, ognuna ha le sue peculiarità. Il consiglio è quello di provare queste tecniche e trovare quella che ti fa risparmiare tempo e sentire più sicuro\a.