27 gennaio – Giornata della Memoria

A cosa serve conoscere, se non siamo in grado di scegliere e agire verso il bene?

Ogni 27 gennaio si commemora il Giorno della Memoria.

La data non è casuale, ma è stata scelta per ricordare la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia, da parte dell’Armata Rossa.

Alcuni potrebbero domandarsi perché continuare a ricordare questa immane tragedia, se il mondo sta seguendo sempre più le spinte liberticide e l’intransigenza sembra essere la moneta corrente, se eserciti di vari Paesi continuano a mietere vittime ogni giorno, senza che nessuno apparentemente faccia nulla. Dopotutto, oggi, l’odio razziale, e in particolare l’antisemitismo, ha nuovamente raggiunto livelli preoccupanti e la violenza verso gli indifesi si perpetua liberamente a Gaza, in Sudan, in Yemen, per citare solo alcuni degli scenari più famosi.

Ci si dovrebbe domandare perché studiamo la storia? A cosa serve conoscere, se non siamo in grado di scegliere e agire verso il bene?

Fortunatamente, la storia ci offre anche una lezione più silenziosa ma comunque importante, poiché ogni epoca oscura è colma di momenti di resilienza memorabili e figure importanti, come Oskar Schindler, Witold Pilecki e Anna Frank.

Dunque, questo 27 gennaio, ricordiamoci non solo gli orrori di una pagina buia della nostra storia, ma anche coloro che hanno cercato di salvare più vite umane possibili perché non accettarono un’etichetta imposta da un gruppo ristretto di governati e burocrati in quanto considerava tutti gli individui degni di vivere.

Ecco, forse, oggi, vale la pena pensare anche agli esempi luminosi a cui ispirarsi, in un mondo che fatica così tanto ad apprendere.