Un concorso, due premiazioni, quattro vincitori 

Nicolò Caroli, Riccardo Moglia, Corrado Musacchi, Thomas Vaira e la prof.ssa Alessandra Garella

Quattro allievi della V A ELT  hanno partecipato al concorso “Shoah: memoria e futuro” indetto dalla provincia di Biella insieme a Fondazione CR , classificandosi al secondo posto. Due le premiazioni, la prima giovedì scorso all’Auditorium di Biella, la seconda martedì 27 a Palazzo Gromo Losa alla presenza di autorità civili, religiose e militari della comunità Biellese. Come premio Nicolò Caroli, Riccardo Moglia, Corrado Musacchi e Thomas Vaira parteciperanno al viaggio del Treno della Memoria, in seguito tutta la classe si recherà in visita al Memoriale della Shoah di Milano. Ecco come i nostri allievi hanno presentato il loro lavoro in occasione della premiazione di giovedì 22 gennaio all’auditorium:
«La nostra video‑intervista, intitolata Segreti, nasce dal desiderio di approfondire la figura di Primo Levi
attraverso la testimonianza di Tino Faussone, capace di restituirne la complessità umana e intellettuale. Con
Faussone abbiamo ripercorso la formazione di Levi come chimico, disciplina che egli considerava un metodo
per leggere la realtà e un antidoto alla propaganda e alla menzogna del fascismo.
L’intervista affronta anche la sua condizione di ebreo nell’Italia degli anni Trenta, quando la censura, la
disinformazione e le leggi razziali trasformarono un’identità vissuta fino ad allora come un semplice tratto
personale in un motivo di esclusione. Attraverso le parole riportate da Faussone emergono la cecità volontaria
di una generazione e il progressivo sgretolarsi delle libertà civili.
Abbiamo ricostruito inoltre la scelta o il Levi di partecipare alla Resistenza e il significato del suo monito più
celebre: “È successo, quindi può accadere di nuovo”. Da questa riflessione nasce la domanda che chiude
anche la nostra intervista: “Chi sono i sommersi e chi sono i salvati?”. Un interrogativo che si collega al
pensiero di Collingwood, secondo cui “l’unico indizio su ciò che l’uomo può fare è ciò che ha fatto”,
ricordandoci che la memoria storica è uno strumento indispensabile per comprendere il presente.
L’intervista è stata registrata presso la Biblioteca Civica di Biella. Ringraziamo il personale della biblioteca
per la disponibilità e la professoressa Garella per la guida e il sostegno offerti durante tutto il percorso. Con
Segreti abbiamo voluto contribuire, in modo rigoroso e consapevole, alla riflessione sull’eredità morale di
Primo Levi.»