
Venerdì 24 aprile, le classi terze CBS e la classe terza CM si sono recate a Torino per visitare il museo dell’Anatomia “Rolando”, il museo della Criminologia “Lombroso”, collegati al nostro percorso di studi, e l’Orto Botanico.
La visita all’Orto Botanico è strettamente collegata con il lavoro dell’UdA trasversale scelta per le nostre classi. In particolare, noi studenti, entro la fine dell’anno, dovremo realizzare un prodotto officinale, ossia un preparato a base di specie vegetali, contenenti principi attivi utilizzate in laboratori farmaceutici, erboristici o cosmetici per scopi curativi, salutistici o aromatici.
L’anatomia umana
Appena arrivati a Torino, siamo andati a visitare il museo dell’Anatomia “Rolando”, che è rimasto allo stato originale, cioè con un’impostazione immutata nel tempo. Al suo interno, non solo abbiamo potuto osservare le statue di cera incredibilmente dettagliate su cui si preparavano gli studenti, ma anche una vasta collezione di cervelli essiccati questa è la parte più famosa e impressionante del museo, un luogo incredibile che ci mostra quanto il corpo umano sia complesso e affascinante.
Nella mente del colpevole: il museo della Criminologia
A pochi passi dal museo dell’anatomia, ne troviamo un altro estremamente conosciuto, stiamo parlando del centro di Criminologia Lombroso: il paradiso per chiunque sia appassionato di true crime. Esso, infatti, presenta una collezione di crani, armi, foto segnaletiche autentiche e maschere di cera che ricreavano i volti dei colpevoli. Al tempo, sul finire dell’Ottocento, il dottor Cesare Lombroso era considerato un luminare a livello internazionale per i suoi studi che relazionavano i tratti somatici e i comportamenti criminali; secondo lui, i futuri delinquenti nascevano con dei tratti fisici particolari, per esempio la forma del cranio. Ecco spiegato il motivo per cui all’interno del museo sono conservate le maschere di cera dei criminali di un tempo.
Nelle varie teche sono anche esposti oggetti prodotti dai detenuti delle carceri torinesi dell’epoca. Ciò che più ci ha affascinato sono stati gli oggetti come disegni e tatuaggi.
Una boccata d’ossigeno: l’Orto Botanico
Finita la nostra visita ai due musei, ci siamo recati sulle sponde del Po, presso il parco del Valentino, per visitare l’Orto Botanico, un vero e proprio “museo vivo” dove viene studiata la natura. Abbiamo scoperto, nell’area più antica, che si trovano ancora piante carnivore, erbe curative e specie esotiche.
Torino ci ha regalato una giornata di brividi e scoperte. Una giornata stancante, certo, ma ci ha trasmesso il fascino del mistero e la bellezza della natura.


