B.P.L., LA SCUOLA CHE VORRESTI

pbl-0Vi siete mai chiesti quale fosse la vostra scuola ideale? Da bambini, alle scuole elementari, poteva essere un titolo per un tema di fantascienza: robot al posto degli insegnanti, navicelle spaziali invece di autobus, ecc.
Questa domanda se la sono posti due pedagogisti americani, Dennis Littky ed Elliot Washor, creando un nuovo modello scolastico molto lontano dai nostri racconti di fantascienza. Innanzitutto il processo di apprendimento avviene attraverso gli interessi dell’alunno che lo portano a vedere la scuola non più come luogo in cui si subisce passivamente le nozioni ma come uno spazio di aggregazione e condivisione del sapere.
Basandosi su questi principi Littky e Washor hanno creato B.P.L. (Big Picture Learning), un’istituzione no-profit che oggi gestisce oltre sessanta scuole negli Stati Uniti che rendono gli studenti responsabili della propria educazione.
Come funziona? Gli studenti vengono divisi in classi di circa 15 alunni e il loro “insegnante”, chiamato Advisor, si occupa del piano di studi del singolo e della sua crescita personale. Insieme all’Advisor coopera nel percorso di apprendimento il Mentor che segue il ragazzo nell’applicare i suoi interessi nel mondo del lavoro. Per esempio se l’alunno è interessato al teatro con l’Advisor imparerà le materie scolastiche attraverso l’arte teatrale mentre con il Mentor, che in questo caso sarà un attore, applicherà nella pratica le nozioni didattiche.
Lo scopo di questo apprendimento è di avvicinare sempre di più gli studenti al mondo del lavoro, infatti alla fine del corso si espone il progetto a cui si è lavorato durante l’anno.

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Grazie a questo innovativo approccio oltre il 95% ottiene il diploma e va al college.
Nella scuola attuale c’è una discrepanza tra il programma didattico che è molto nozionistico e il mondo reale e del lavoro.
Visto che il ministro della pubblica istruzione propone un referendum sul web per capire cosa pensano della scuola presidi, insegnanti , studenti , genitori, ecc. sarebbe interessante fare una proposta per un istituto scolastico analogo alla Big Picture Learning, dove gli interessi dei singoli alunni siano alla centro della formazione in percorso progettuale legato al mondo reale.

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