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Quanti sono a conoscenza dell’esistenza delle Olimpiadi di Italiano per gli studenti?

Non molti, credo, e, prima di parteciparvi, anch’io non ne avevo mai sentito parlare. Dopotutto, quella di quest’anno è solo la quarta edizione.

Quasi in parallelo a quelle di Sochi, le Olimpiadi si sono svolte in tutta Italia, con lo scopo di valorizzare le eccellenze, secondo un programma promosso dal MIUR.

E’ così che mi sono ritrovata coinvolta, affrontando la prima selezione in Istituto, insieme ad un’altra ventina di studenti. Le prove si svolgono via internet e consistono in domande chiuse che si riferiscono a competenze grammaticali, lessicali e di comprensione testuale, differenti per Biennio e Triennio.

Sono stati, quindi, scelti i primi classificati dei vari Istituti, e così con il vincitore del Biennio,  Federico Peretti, ho affrontato a Novara la semifinale regionale. Da subito ho potuto notare quanto le prove fossero più impegnative: meno tempo a disposizione, richieste più difficoltose e avversari più agguerriti.

Purtroppo non mi sono trovata tra i fortunati destinati a partecipare alla gara conclusiva, che si svolgerà niente meno che a Firenze, ma in ogni caso sono certa di aver vissuto un’interessante esperienza: pur avendo maggiori attitudini per quelle materie che mi hanno indotta a scegliere un liceo scientifico, questa è stata per me un’occasione di riflessione sulle potenzialità della lingua italiana, attraverso la sperimentazione di un approccio insolito e più stimolante rispetto alla consueta attività scolastica.
Luisa Rossi

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