Anche al ministro piacciono gli emoticons

Anche al ministro piacciono gli emoticons

A Città Studi l’incontro con Stefania Giannini

 

Con un po’ di scetticismo abbiamo partecipato all’incontro organizzato da Bi young tra gli studenti biellesi e il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini. Le nostre perplessità nascevano, forse, da un preconcetto che ci induce a diffidare di chi in politica “sta in alto”. Probabilmente questo il ministro lo sa, perché per accorciare le distanze tra se stessa e il suo giovane pubblico, incalzata dalle domande del moderatore Marco Atripaldi, ha parlato dell’uso che anche lei fa dei social network e, da valente glottologa, ha ironicamente (ma non così tanto…) sottolineato l’importanza che si dovrebbe attribuire alla “sintassi degli emoticons”. Rotto il ghiaccio, il ministro ha risposto alle domande dei sei studenti con lei nel “salotto” dell’auditorium e ad altre del pubblico relative alla riforma della Buona Scuola: si è parlato di alternanza scuola-lavoro, di dispersione scolastica, di lauree triennali, di competenze digitali e di tanto altro. Ma non vogliamo in questa sede addentrarci nell’analisi della riforma né nel dibattito politico; semplicemente vogliamo dire che siamo usciti da Città Studi con qualche pregiudizio in meno. Ci è piaciuto che il ministro abbia risposto con energia anche alle domande più provocatorie; proprio a noi, che quotidianamente ci chiediamo a che cosa serva studiare certi argomenti (le cause delle guerre puniche o la differenza tra sineddoche e metonimia oppure ancora le potenze con i numeri immaginari…), è piaciuto persino sentire che “studiare serve sempre”, quantomeno per sviluppare la capacità di critica. Insomma, lo stereotipo del politico distante dal mondo dei giovani è stato accantonato; contiamo che la politica abbandoni lo stereotipo del giovane svogliato e costruisca davvero “la scuola per tutti e la scuola per ognuno”.

 

Federica Bazzani, Alessia Biagi, Pietro Comello, Matteo Zanone, IV E LSSA

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