VISITA DI ISTRUZIONE A PRAGA

Dal 14/02/2017 al 17/02/2017 le classi VC e VB del Liceo scientifico scienze applicate si sono recate in visita di istruzione a Praga, capitale della Repubblica Ceca. Sebbene la città ci abbia stupito per le sue meraviglie architettoniche e per le sue bontà culinarie, questo articolo si concentrerà su un aspetto meno “turistico” della città, ma che personalmente mi ha colpito di più: l’esperienza vissuta dalla nostra guida turistica, in particolare in seguito all’invasione sovietica di Praga. Per chi avesse bisogno di un ripasso di storia, la Cecoslovacchia era sottoposta al dominio dell’Unione Sovietica, ma dal 5 gennaio 1968 al 20 agosto dello stesso anno si ebbe un periodo chiamato la “Primavera di Praga”, ovvero una piccola parentesi temporale di liberalizzazione politica sostenuta dal riformista slovacco Alexander Dubček. Purtroppo questo periodo storico ebbe breve durata in quanto terminò nel momento in cui un corpo di spedizione dell’Unione Sovietica invase il paese, ponendo fine al “Socialismo dal volto umano”. La nostra guida di nome Mila Polakova ricordava con precisione l’ingresso dei carri armati nella Piazza Venceslao, una delle piazze principali di Praga.
A me risulta paradossale anche solo immaginare un evento del genere, di svegliarmi un giorno e di trovare la mia città invasa, senza avere alcun tipo di protezione o di garanzia, nemmeno in coloro che dovrebbero rappresentare la mia volontà: le forze politiche del mio Paese. Ma tutto ciò è già avvenuto, e non si può dimenticare, così come non possiamo dimenticare il sacrificio di Jan Palach e di altri giovani cechi, che decisero di bruciarsi vivi per esprimere la loro protesta nei confronti dell’invasione. Personalmente sono rimasta colpita dalla semplicità e dalla tranquillità con cui la nostra guida elencava eventi e situazioni a dir poco drammatici. Ci ha infatti raccontato che suo padre era un giornalista, e che aveva scritto alcuni articoli non del tutto favorevoli al regime sovietico. Dopo l’invasione della città, tutti gli eventuali dissidenti politici vennero presi e sottoposti a pene di diverso tipo. Nel caso del padre della nostra guida la pena consisteva in due anni di lavoro forzato nelle miniere di uranio. Ma le ripercussioni su di lei e sulla sua famiglia non finirono lì, anche la nostra guida ne subì gli effetti sulla propria pelle: quando infatti volle iscriversi all’università per continuare gli studi la sua domanda venne rifiutata poiché aveva un genitore classificato come “non favorevole al regime”. Si tratta quindi di una situazione in cui tutti i diritti dell’uomo vengono alienati, e non è possibile alcun tipo di protesta. Un altro esempio che ci dimostra quante cose, anche qua in Italia, vengano date per scontate, è il fatto che la nostra guida ci raccontava che per lasciare il Paese si doveva ottenere un visto, e che si poteva portare con sé soltanto piccolissime somme di denaro, in modo tale da evitare fughe al di fuori del Paese. La signora Mila Polakova spiegava che suo figlio da piccolo soffriva d’asma, e come cura le era stato consigliato dal dottore di andare in un Paese dal clima più mite, possibilmente vicino al mare. La quantità di denaro che le era permesso di portare con sé era talmente piccola che se si fosse attenuta rigidamente alla legge non avrebbe neanche potuto permettersi di comprare il cibo per suo figlio durante il viaggio. La nostra guida però, lungi dal desistere riuscì ad ingannare la dogana nascondendo dei soldi all’interno di un barattolo con della crema. E tutto questo solo per potersi mantenere durante la loro permanenza. Probabilmente starete pensando che tutto ciò sia avvenuto molto tempo fa, ma se si guardano le date ci si rende conto che la repubblica della Cecoslovacchia rovesciò il regime comunista durante la “Rivoluzione di velluto” soltanto nel 1989. La nostra guida raccontando questa liberazione era molto fiera di ricordarne l’animo non violento. Essa cominciò il 17 novembre con una manifestazione pacifica a Praga organizzata alla vigilia della Giornata Internazionale degli Studenti da parte di studenti di scuole superiori e università slovacchi, che presentarono le proprie richieste per una riforma del sistema educativo.
Il giorno dopo, sempre a Praga, la manifestazione per la Giornata Internazionale degli Studenti giunse a radunare 50.000 persone. Questa manifestazione fu l’opportunità per questi studenti di unirsi ed esprimere la loro opinione. I manifestanti, che reggevano striscioni e cantavano cori anti-comunisti, vennero caricati violentemente dalla polizia.
Tale evento scatenò una serie di dimostrazioni popolari ed entro il 20 novembre i dimostranti pacifici a riunirsi a Praga passarono da 200.000 a quasi mezzo milione di persone. Le manifestazioni portarono al crollo definitivo del partito e portarono il paese verso una repubblica parlamentare.
E ora, ricordando la nostra guida quando raccontava di questa liberazione, non posso fare a meno di immaginarmi di nuovo i suoi occhi, che facevano trapelare veramente quanto questa rivoluzione fosse stata bramata, attesa, e voluta da tutti i cittadini della repubblica Cecoslovacca. Credo che uno degli insegnamenti che porteremo per sempre dentro di noi, in seguito a questa visita di istruzione, è la necessità di ricordarci sempre il vero valore della libertà.

Elisa Bozzotto, V C LSSAM

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