Gli studenti insegnano l’informatica ai rifugiati.

Nell’ambito delle attività di alternanza scuola-lavoro, il nostro Istituto si è impegnato nella realizzazione di un progetto che stimoli gli studenti a coniugare le loro conoscenze di informatica e  la capacità di insegnarle a chi non ne è in possesso, ma ne ha assoluta necessità.

Per questo i circa quaranta partecipanti, tutti liceali di terza e di quarta, hanno frequentato un corso di quattro ore, durante le quali hanno appreso alcune nozioni di didattica dell’informatica, dalla prof.ssa Magonara, e sono stati presentati loro i destinatari del progetto da parte di un operatore della Caritas diocesana: si tratta di quarantacinque rifugiati provenienti da Pakistan, Bangladesh, Siria, Nigeria, Senegal e Mali, accolti attualmente nei centri di accoglienza del Biellese e in quelli dello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati).

Si è quindi passati alla parte operativa: le “lezioni” vengono tenute dagli studenti ai rifugiati, suddivisi in tre gruppi nelle aule di informatica della scuola, sempre sotto la supervisione dei docenti organizzatori, le professoresse Cagna, Lanza e Oreni.

Gli incontri, per un totale di dodici lezioni, hanno una durata di due ore ciascuno: in quelle iniziali sono state spiegate le nozioni basilari per l’uso di un computer, in modo da consentire ai discenti di arrivare a utilizzare programmi più complessi come Word e Power Point.

Oltre al conseguimento degli obiettivi sopracitati, l’attività è occasione di scambio culturale e linguistico: i rifugiati provengono, infatti,  da paesi anglofoni e da paesi francofoni, per cui i giovani “insegnanti” sono obbligati a mettere in gioco anche la loro conoscenza di inglese e francese.

 

Elisa Trotta e Giacomo Larice

 III D Liceo Scientifico delle Scienze Applicate

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