La libertà: esci, osserva, ascolta, tocca quello che ti circonda e da lì raccontalo.

La libertà sembra ormai una parola sconosciuta. 

Prima pensavamo che ci appartenesse, ma la pandemia ha sconvolto la nostra libertà e le nostre certezze. 

Una soluzione però c’è: noi tutti, esseri umani, ritornando allo “stato brado”, ritroviamo noi stessi. 

La terra, il cielo, le nuvole, le parole del vento che sussurrano all’orecchio, trasmettono una forza inimmaginabile ma se, e solo se, ci si immerge totalmente, mente e corpo, in essa. 

Se ti ritrovi in un campo che sconfina di metri e metri, osservi le immense montagne che delimitano gli spazi che conosci e che puoi vedere, allora ti senti piccolissimo ma allo stesso tempo estremamente potente, potente di consapevolezza, per aver capito che i tuoi problemi sono briciole in confronto a quelli che il mondo ha affrontato. 

In questo video Francesco Bortolan, studente della 4F LSSAM del nostro Istituto, abbandonandosi a un flusso di coscienza espresso dallo storytelling, prova dar voce alla sua ansia di libertà. 

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