Personal-ITIS con Gianmaria Milani: da Biella al CERN al mondo del lavoro – by Kevin Roma

Nell’ambito del progetto “PersonalITIS” (che consiste nella presentazione di ex studenti della nostra scuola che hanno raggiunto particolari successi lavorativi e non), abbiamo intervistato per voi il Dott. Milani, Research Scientist presso un’azienda impiegata nel campo dell’automobilismo.

Buongiorno dott. Milani, un saluto da tutta la redazione del giornale scolastico dell’ITIS Q. Sella di Biella. Ricorda ancora i suoi anni trascorsi nella nostra scuola?

Li ricordo molto bene e con molta gioia. Ho frequentato quello che all’epoca era chiamato Liceo Scientifico-Tecnologico Brocca Focus Europeo. Suona come una specie di scioglilingua, ma nel complesso mi ha permesso di entrare in contatto e studiare materie molto diverse fra loro come filosofia (che all’inizio non sapevo nemmeno cosa fosse, ma dopo l’esame di maturità ho persino valutato di studiarla all’università) ed informatica. Erano gli anni che vedevano il Prof Rigola preside e in cui tra noi alunni ci si divideva tra fighetti ed alternativi (io ero pure metallaro); in classe ci siamo anche divertiti molto e diversi miei compagni di allora sono tuttora miei cari amici. Come immaginerai ci sarebbero una considerevole quantità di aneddoti che non possono essere riportati su questo giornalino,ça va sans dire.

Potrebbe ricordare ai nostri studenti precisamente di che cosa si occupa?

Al momento lavoro come Research Scientist in una azienda che produce pastiglie freno per automobili; sono inserito in un progetto innovativo nel quale stiamo sviluppando una pastiglia sensorizzata: in particolare mi occupo dell’ideazione, esecuzione e analisi dati di test che hanno lo scopo di capire come funzionano i vari sensori che vengono montati e di estrarne informazioni fisiche e ingegneristiche che possono essere utili per le performance dell’impianto frenante.

Quale percorso di studi ha deciso di intraprendere dopo il conseguimento della maturità?

Dopo la maturità mi sono iscritto al corso di Laurea in Fisica all’Università di Torino. Dopo aver conseguito il titolo triennale, ho proseguito con la magistrale in Fisica Nucleare e Subnucleare che mi ha portato fino al CERN di Ginevra a scrivere la tesi. Successivamente ho deciso di intraprendere il percorso di Dottorato al Politecnico di Torino, durante il quale ho svolto la mia attività di ricerca all’INRIM di Torino, lavorando sugli orologi atomici più precisi al mondo e passando quasi un anno nei laboratori del NIST in Colorado.

È stata una scelta faticosa o piuttosto automatica?

Data la mia predisposizione per le materie scientifiche e per la fisica in particolare, la scelta è stata piuttosto naturale; la scelta più delicata, per me, è stata quella relativa al dottorato in quanto, da un certo punto di vista, ha ritardato l’ingresso nel mondo del lavoro. Ormai posso dire che quei tre anni mi hanno dato molto di più di quello che avrei potuto avere da un primo impiego qualsiasi in azienda.

Si sente di dare un consiglio a tutti i nostri lettori?

Consiglierei ai vostri lettori di provare tante cose diverse dentro e fuori le aule di scuola; di non aver paura di provare cose che non si conoscono ed eventualmente di sbagliare: il percorso formativo non deve essere visto come un binario fisso da seguire, ma deve dare la possibilità di sperimentare nella vita, per trovare (forse) ciò che piace e appassiona veramente.

Grazie mille del Suo tempo e per la piacevole conversazione.

Grazie a te e a tutta la Redazione, non vedo l’ora di leggere il vostro articolo!

KEVIN ROMA

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