“DONNE EXEMPLA”: raccontiamo una storia condivisa: non c’è vittoria, non c’è sconfitta

Le allieve e gli allievi delle classi 2D ITI e 3B INF

Il 17 aprile, dalle 8.00 alle 12.00, le allieve e gli allievi delle classi 2D ITI e 3B INF hanno partecipato al gioco di ruolo “Donne exempla”, preparato, organizzato e guidato dai volontari delle associazioni ludico culturali “La Compagnia della Fenice” e “La Pentola del Drago”. Nella veste di narratori, raccontando storie di donne che hanno lottato per diritti fondamentali, in particolare il diritto all’istruzione e alla cultura, li hanno guidati in un percorso di gioco per gruppi – in parte da tavolo e in parte di interpretazione – in cui tutti hanno potuto immedesimarsi in contesti reali, affrontando situazioni difficili, individuando soluzioni e interpretando ruoli diversi, sempre all’interno di un sistema di regole definite.

L’ obiettivo era salvare delle studentesse in Nigeria, rapite mesi prima da un’associazione terroristica. Partendo da queste informazioni, il master (un volontario dell’associazione per ciascun gruppo di 4-5 studenti) creava una storia in base alle attitudini dei giocatori: vi erano gruppi incaricati di salvare venti ragazze, mentre altri duecento.

Le regole sono semplici: a inizio gioco sono assegnate a ogni giocatore due schede, la prima riporta le varie abilità del personaggio (ad esempio: persuasione, arti marziali, contatti col darkweb e abilità varie), mentre nella seconda viene spiegata l’utilità del soggetto. Il master inizia a narrare la storia, ponendo degli ostacoli da affrontare; i giocatori coinvolti nell’ azione possono utilizzare fino a quattro abilità che appartengono al loro personaggio oppure, nel caso di più giocatori coinvolti, scegliere un massimo di quattro abilità totali, motivandone l’utilizzo, per rendere valida l’azione. Per ogni abilità, si ottiene un dado bianco fino a un massimo di quattro, con possibilità di ricevere un dado bonus nel caso l’azione piaccia particolarmente al master. Il master, poi, inserisce dei dadi neri in base a quanto reputa difficile la riuscita dell’azione, sempre fino a un massimo di quattro. I dadi vengono quindi inseriti in un sacchetto e i giocatori si mettono d’accordo per scegliere quanti pescarne (il massimo è sempre quattro). I dadi bianchi rappresentano la riuscita dell’azione, quelli neri i compromessi: se ad esempio si pesca un dado bianco e uno nero, l’azione riuscirà, ma non completamente, ad esempio si ottengono informazioni utili, ma non complete; se bisogna combattere, si vince, ma si resta feriti e così via.

Non vi sono né vincitori né vinti, soltanto una storia, che può concludersi bene o male, ma questa non era solo una partita ad un gioco, migliaia di donne vengono rapite ogni anno e non sempre la situazione volge in maniera positiva (come invece è successo a noi).

Le ragazze e i ragazzi hanno partecipato con interesse e curiosità, hanno affrontato con coinvolgimento emotivo situazioni che possono sembrare lontane da loro (ma che purtroppo sono molto attuali!) e, in alcuni casi, hanno anche “commosso” i “Master” che li guidavano nella storia, manifestando comportamenti molto empatici e proponendo miglioramenti al gioco. Per questo hanno ricevuto apprezzamenti e complimenti!

Prima dell’incontro di venerdì, l’insegnante che ha iscritto le sue classi al progetto (Prof.ssa Zini) aveva seguito, tra febbraio e aprile,  un periodo di formazione, per potere presentare alle ragazze e ai ragazzi le attività che sarebbero state proposte, ma va detto che il “lavoro” è stato fatto tutto dai volontari delle associazioni coinvolte, che hanno creato il gioco, raccontato storie, spiegato regole (non così semplici, per la verità!) e introdotto le classi in un “mondo” del tutto nuovo, almeno a scuola!

L’attività fa parte di un progetto più ampio, dal titolo “La cultura che cura”, promosso dall’Associazione Amici dell’Educatorio della provvidenza ODV ETS e dalla Fondazione dell’Educatorio della Provvidenza ETS, con l’obiettivo di sensibilizzare e coinvolgere il pubblico sui temi dei diritti delle donne, con il contributo del Consiglio Regionale del Piemonte e l’attenzione della Commissione Regionale Pari Opportunità e dell’Ufficio Scolastico regionale.

Ci auguriamo di potere partecipare ad altri progetti simili, perché il gioco a scuola si è rivelato veramente un’ottima occasione di crescita!

Le ragazze e i ragazzi di 2D ITI e di 3B INF