Il premio Tesla 2024 torna per un giorno tra i banchi dell’Itis che lo videro studente

Il prof. Aldo Boglietti nel laboratorio dell’Itis

Ha passato una vita a studiare i motori elettrici e a trasmettere le sue conoscenze a generazioni di studenti; e le sue ricerche sono state così innovative da valergli il premio Tesla, il più alto riconoscimento mondiale per l’ingegneria elettrica, assegnatogli a Phoenix (USA) nel 2024. Lui è Aldo Boglietti, biellese di Cossila San Grato e storico docente di Macchine elettriche al Politecnico di Torino; classe 1957, è da poco andato in pensione, ma continua ad essere impegnatissimo anche grazie al titolo di Professore Emerito, che gli consente di restare nella pianta organica del Politecnico.

Dopo la visita del 27 aprile per la Lectio Magistralis del Rettore del Politecnico, il prof. Boglietti è tornato all’Itis chiedendo di visionare il laboratorio di Elettrotecnica: non per un esame delle strumentazioni, ma per il desiderio di tornare a vedere i locali che lo avevano visto studente nei primi anni ‘70. Il fatto di accogliere in Istituto un ex allievo di tale prestigio ci ha però suggerito di realizzare una breve intervista, cui Boglietti si è prestato con grande disponibilità.

Professor Boglietti, lei è uno scienziato di fama mondiale che torna per un giorno nella scuola in cui si è diplomato. Che effetto le fa rivedere queste aule?

Le emozioni sono tante, così come i ricordi che affiorano alla mente. A cominciare dal giorno in cui per la prima volta varcai questa soglia: era il 1971 e mi ero iscritto all’Itis su consiglio di papà, che era uno dei primi programmatori Olivetti. Evidentemente avevamo fatto la scelta giusta, perché mi diplomai in Elettrotecnica con il voto di 60/60 nel 1976.

Quindi, quello per l’elettrotecnica, è un interesse maturato nei primi anni della gioventù…

Diciamo che mi sono sempre sentito portato per le materie tecnico-scientifiche; la grande passione per la materia è però scaturita nel triennio Itis, anche grazie alla competenza del docente di Elettrotecnica, il prof. Pietro Todaro. la cui preparazione nulla aveva da invidiare a quella di un docente universitario. In merito a Todaro, vorrei raccontare un aneddoto.

Prego.

Nell’estate tra il 4° e il 5° anno il laboratorio di Elettrotecnica aveva rinnovato le macchine elettriche e tutte le prove di collaudo erano state svolte dal prof. Todaro; noi studenti eravamo così affascinati da tali operazioni che venivamo volontariamente, il pomeriggio, pur di seguire il professore ed imparare le varie procedure. Tutti i calcoli, decisamente complessi, li svolgevamo noi studenti con il regolo calcolatore, perché le calcolatrici erano agli albori. Dirò di più: l’Itis, che ne aveva una sola in dotazione, ad un certo punto ce l’aveva messa a disposizione. L’altra era di proprietà del prof. Todaro, che altruisticamente ce la prestava. Altri tempi.

Immagino non abbia avuto dubbi al momento di scegliere la Facoltà universitaria.

Scelsi subito Ingegneria, anche grazie agli incoraggiamenti del prof. Todaro e del docente di Impianti elettrici: era Franco Rigola, che non credo abbia bisogno di presentazioni. I primi tempi al Politecnico furono di ambientamento, poi la preparazione acquisita all’Itis venne fuori di prepotenza; ricordo che ad un certo punto diedi ben tre esami in quindici giorni. Praticamente vivevo di rendita.

Parliamo della sua carriera di scienziato.

Sono entrato al Politecnico subito dopo la laurea, e da allora non ho fatto altro che studiare e insegnare. Dapprima mi sono occupato, tra i primi al mondo, dei problemi delle macchine elettriche alimentate a Inverter, poi mi sono dedicato alle problematiche termiche che insorgono nei motori elettrici.

Studi che le sono valsi il premio Tesla con la seguente motivazione: “Per l’eccezionale contributo alla generazione e all’utilizzo dell’energia elettrica”. Praticamente il Nobel per l’elettrotecnica.

È certamente un riconoscimento che mi rende orgoglioso, ma che mi sento di condividere con l’eccezionale équipe di studiosi che ho guidato.

E cosa fa ora, da pensionato, il professor Aldo Boglietti?

Continua a studiare.

Ufficio Comunicazione e Relazioni esterne Itis “Q. Sella”