Incontri con il Dipartimento di Economia e Statistica Cognetti de Martiis

La professoressa Elena Siletti

Martedì 27 ottobre si è tenuto il primo dei due incontri orientativi con il Dipartimento di Economia e Statistica “Cognetti de Martiis” dell’Università di Torino.

A presiedere la lezione è stata la professoressa Elena Siletti, vicedirettrice alla didattica del Dipartimento, che ha iniziato l’incontro con un breve questionario per valutare le conoscenze dei ragazzi riguardo al mondo della Statistica.

Questa disciplina, ha spiegato, ha lo scopo di raccogliere, analizzare e interpretare i dati per ridurre le informazioni a una forma più comprensibile, ma senza distorcerle o modificarle rispetto alla realtà.
Inoltre, questa scienza è utile per sviluppare un pensiero critico e per tenere allenate le capacità analitiche della nostra mente, che rischiano di atrofizzarsi con l’avvento sempre più impattante dell’Intelligenza Artificiale; infatti, questa materia ci permette di essere consumatori informati e, di conseguenza, più difficili da ingannare.

Per effettuare un’indagine statistica, però, è necessario sapere cosa misurare e come misurarla; Siletti ha quindi differenziato le due tipologie di variabili di interesse, che possono essere quantitative, se la scala di misura viene definita da valori numerici, e quantitative, se si definisce con un insieme di categorie.

La professoressa, poi, ha citato Trilussa, poeta italiano del Novecento che ha scritto numerose poesie in dialetto romanesco; una di queste si intitola proprio “La statistica”, poiché spiega l’uso ingannevole e fuorviante della media aritmetica con un tono scherzoso e satirico.
Il paradosso del pollo di Trilussa, infatti, spiega come, secondo le statistiche ufficiali, a ogni persona spetta in media un pollo all’anno, anche se in realtà c’è chi ne mangia due e chi invece non ne mangia nessuno.
Mediante questa storia, il poeta vuole evidenziare come alcuni indicatori statistici possano nascondere le disuguaglianze e la distribuzione disomogenea di risorse tra la popolazione.

Per questo, è necessario introdurre il concetto di variabilità, che misura quanto i dati si discostano dal valore medio; tale indicatore viene studiato attraverso indici di dispersione e di disuguaglianza. Quest’ultima indica una condizione in cui i membri di una popolazione non possiedono la stessa quantità di un certo attributo, come per esempio il denaro.
Uno dei suoi aspetti principali è la concentrazione, che tratta caratteri quantitativi trasferibili, ovvero che possono essere ceduti ad altre unità statistiche; un esempio è il reddito o la ricchezza, al contrario di altezza o peso che non possono essere trasferiti da un individuo all’altro.

Per studiare la concentrazione si utilizza il Rapporto di Gini, che prende il nome da Corrado Gini, statistico ed economista italiano del Novecento.
Questo indice è un numero puro, ossia senza unità di misura, compreso tra 0 e 1: più il valore si avvicina a zero, più si ha una distribuzione uniforme, dove ogni individuo possiede la stessa quantità di ricchezza; al contrario, più il valore tende a uno, più la disuguaglianza sarà marcata e pochi soggetti deterranno tutto e la maggioranza non possiederà nulla.  
Questo strumento è molto utilizzato in ambito economico, soprattutto perché è universale, in quanto non subisce variazioni se si trasformano i dollari in euro o viceversa.

Questa lezione, quindi, ha permesso agli studenti di avvicinarsi al mondo dell’Economia e della Statistica, sperimentando più da vicino l’approccio didattico tipico dell’insegnamento universitario.