Sanremo 2026: dal “Fantasanremo” al primo utilizzo dell’AI in televisione

Curiosità dell’Edizione 2026 del Festival

Il Festival di Sanremo è oggi l’evento italiano più popolare al mondo, ma non è sempre stato così e negli anni la kermesse musicale ha avuto anche cali notevoli di ascolti.

Ultimamente, però, il Festival ha smesso di essere un programma televisivo e una semplice gara canora, ma è diventato un vero e proprio fenomeno culturale che coinvolge anche i più giovani e ciò è stato possibile grazie a un gioco che è divenuto un fenomeno social: il Fantasanremo. 

Si tratta di un intrattenimento online che funziona come il fantacalcio: i partecipanti creano una squadra scegliendo sette cantanti in gara, che valgono ciascuno una quantità variabile di crediti, chiamati “Baudi”, chiaro omaggio al mattatore Pippo Baudo, leader della classifica dei conduttori di Sanremo con ben tredici Festival.

I cantanti scelti faranno guadagnare o perdere punti al giocatore in base alle azioni che compieranno dentro e fuori il teatro e alla posizione nella classifica finale. Insomma, è un modo come un altro per godersi il Festival, perché per i giocatori “del Fanta” non conta solo il miglior artista, ma anche se il direttore dell’orchestra, prima che il “nostro cantante” inizi, esclama: “Pronti, partenza, via!”. 

Tornando all’edizione 2026, il trionfatore è stato Sal Da Vinci con il brano “Per sempre si”, ma soprattutto il pubblico da casa ha potuto assistere a un evento epocale: la dimostrazione che l’AI possa arrivare in televisione! Quest’anno, l’intelligenza artificiale è stata utilizzata molteplici volte durante la kermesse. Per citare un esempio, da casa si è visto come, durante una sequenza, il pubblico presente all’Ariston sia stato trasformato in personaggi animati come papere tramite un filtro, dimostrando le possibilità creative della tecnologia.

Un altro esempio è stato il progetto parallelo “Sanremo AI” con cantanti creati dall’AI! In questo caso, sono stati presentati ben ventisette artisti virtuali con caratteristiche dei veri e propri cantanti, uno stile personale e un’identità propria. Insomma, un vero e proprio “contro-Festival” in versione digitale.

Gli spettatori, però, hanno avuto reazioni abbastanza contrastanti, aprendo un dibattito online. Alcuni credono che queste trovate distolgano l’attenzione dalla vera protagonista della competizione: la musica.

Altri, dall’altro canto, ritengono che l’obiettivo di uno spettacolo – e il festival di Sanremo è prima di tutto una forma di intrattenimento – sia quello di stupire il pubblico, dopotutto: “Show must go on!”