Ansia e crolli emotivi: il nostro sondaggio rivolto agli alunni.


Le recenti proteste avvenute in varie città italiane hanno riacceso la discussione riguardante il disagio dei giovani adolescenti che frequentano gli Istituti superiori di tutta Italia: le occupazioni di vari Licei e Studentati nelle province di Milano e Bologna non possono che essere viste come vere e proprie grida d’aiuto lanciate dai giovani agli “adulti”, relative spesso allo stato mentale “compromesso” di molti di loro, fattore a volte sminuito e sottovalutato.

Con l’intento di approfondire questa delicata tematica, nel mese di dicembre 2022 il Gruppo APG – Attenzione alle Problematiche Giovanili dell’ITIS Q. Sella – ha promosso un’indagine dal titolo “Tranquilli… … è solo ansia!” rivolto agli studenti e ai docenti del nostro Istituto.


Risultati che fanno riflettere

Al sondaggio dedicato agli studenti e alle studentesse di tutte le classi ed indirizzi hanno risposto, in modo completamente anonimo, 620 alunni, equivalenti a circa il 34,8 % dell’intera popolazione scolastica dell’istituto.

Secondo l’indagine, dato un ventaglio di 10 opzioni tra cui scegliere, alla domanda “QUALI EMOZIONI E STATI EMOTIVI PROVI PIU’ FREQUENTEMENTE NEGLI ULTIMI MESI?”, ben il 20% degli intervistati ha risposto “ansia”, seguita da “demotivazione” e “preoccupazione”; “tranquillità” è il quarto stato d’animo più votato, scelto solo dal 12% degli studenti.

Nello spazio dedicato alla risposta aperta, un ragazzo/a specifica che “Questo sentimento di ansia e stress è provato solo in ambito scolastico”.   
E infatti, nella domanda successiva, alla richiesta degli stati emotivi provati più frequentemente rispetto alla realtà scolastica, le risposte sono state molto simili, con un picco in “ansia” (26%); fanalino di coda invece per “entusiasmo” e “voglia di fare”.

Uno/una studente/ssa ci scrive: “Sono molto soddisfatto e felice del mio vivere fuori da scuola. A volte viene influenzato dalla negatività tratta dalla scuola, magari penso a qualche verifica e brutto voto e mi rovino un po’ la giornata”. È indicativo, infatti, che il 54% degli intervistati ritenga che, rispetto alla realtà scolastica e agli anni passati, l’ansia sia accresciuta.


Il livello d’ansia percepita è aumentato negli ultimi anni in seguito a “eventi specifici nella vita privata” per il 33% del campione. Ma rispetto a questa domanda è interessante anche riportare alcune risposte libere che non avranno un peso particolare in valore percentuale, ma sono significative di uno stato mentale continuamente sotto pressione;

ecco le loro motivazioni all’accrescere del livello d’ansia:

  • Aumento degli impegni personali e del carico di studio e sovrapposizione degli impegni.
  • Valutazioni scolastiche e mancanza di empatia e sensibilità da parte di alcuni docenti.
  • Verifiche / voti.
  • Livello di difficoltà aumentato nel corso degli anni.
  • Mancanza di attenzione degli insegnanti nei confronti degli studenti e delle loro difficoltà didattiche, spiegazioni insufficienti, verifiche che non tengono conto del programma svolto e talvolta degli argomenti presenti nei libri di testo.
  • Dover scegliere l’università ed eventualmente dover passare una selezione / prendere una borsa di studio.
  • La paura della bocciatura.
  • La paura della scuola, anche se studio tantissimo.
  • A causa del mio DSA, non sono compreso.
  • Troppe materie da studiare in poco tempo.
  • La didattica “alleggerita” del passato anno scolastico non ci ha fornito di tutte le conoscenze necessarie per affrontare il programma di quest’anno.
  • Adolescenza.
  • Bisogno di relazioni con le altre persone.
  • Paura di non essere abbastanza per gli altri.
  • L’ansia aumenta in caso di stanchezza e di noia.
  • Aumenta quando devo parlare con persone che non conosco.


Insomma, si può evincere che le verifiche, le valutazioni e la mancanza di attenzioni da loro percepite, unite ad altre componenti legate alla socialità, offrono, più di ogni altro, motivo per raggiungere uno stato ansioso.

Ben il 76% dei ragazzi dice di aver dovuto aiutare un compagno in un momento di forte ansia; solo un’esigua minoranza, però, (12 studenti su 620) ha proposto all’interessato di rivolgersi allo sportello d’ascolto o ha chiesto aiuto ad un insegnante.

“Ci accorgiamo che gli studenti fanno più fatica a mantenere un equilibrio emotivo, molto di più di quanto avveniva in passato, complici – probabilmente – le difficoltà che hanno affrontato molti alunni a causa del periodo pandemico e i conseguenti lockdown degli ultimi anni”, dice Federico Fumero, responsabile del gruppo APG e referente per la Disabilità e l’Inclusione d’Istituto; e aggiunge che: “Anche la psicologa che collabora con il gruppo, Alessandra Tamiati, ci ha segnalato un aumento considerevole delle situazioni di stress e degli attacchi di panico, oltre agli accessi allo sportello d’ascolto che ha registrato un + 100 % negli ultimi 3 anni. È proprio su questo che ci stiamo interrogando, nell’ottica di mettere in atto migliori strategie di aiuto”.

I rappresentanti del collettivo “Laura Bassi”, dell’omonimo Liceo di Bologna, scrivono: “La scuola, che dovrebbe essere un luogo libero e sicuro, dove sentirsi nella posizione di potersi esprimere, scoprire e sviluppare il proprio potenziale, diventa per noi studenti e studentesse causa di un eccessivo disagio psicologico”.

Come non dare retta a queste forti affermazioni?

Ma i docenti possono prendersi in carico anche i problemi psicologici dei loro alunni? O si tratta di un compito che dovrebbe assolvere soprattutto la famiglia o, in extremis, uno psicologo?

Secondo noi del Gruppo APG, i docenti non possono addossarsi totalmente anche questo carico, ma, in quanto educatori, è indispensabile che sappiano relazionarsiascoltare le necessità dei loro studenti e comprendere le loro paure, per fargli capire che non siamo su due trincee opposte: l’obiettivo non dovrebbe essere quello di andare incontro ai ragazzi tanto da rendergli la vita più comoda e priva di difficoltà, ma avvicinarsi alle loro richieste per fornirgli gli strumenti adatti a comprendere, gestire e affrontare la realtà che li attenderà.

Allegato alla presente, forniamo un Power Point riassuntivo del sondaggio (scorri fino in fondo per visualizzare tutte le slide) e, qui di seguito, il link a cui poter accedere per vedere il sondaggio nella sua interezza.


LINK: “Tranquilli…..è solo ansia !” ALUNNI

Grazie per la collaborazione

Il Gruppo APG